Polysblog Riflessioni sulla politica, sull'attualità e sulla cultura in Italia e nel Mondo
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Videocracy, ecco chi è Lele Mora
postato da: PaoloRibichini
alle ore 22:21 | link |
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categorie: berlusconi, giornalismo e mass media, cultura sociale Tutti a festeggiare Gheddafi, assassino Dopo un duro scontro tra il governo libico e la nostra aeronautica militare, oggi le gloriose Frecce Tricolori hanno potuto festeggiare la grande "Rivoluzione Verde" guidata da Gheddafi. Mentre il mondo ricordava la follia della guerra generata dal nazifascismo, l'Italia festeggiava il colpo di stato libico avvenuto 40 anni fa. Insomma, dopo che il nostro premier aveva definito Gheddafi "Un uomo di libertà", oggi l'Italia è stato l'unico paese occidentale ad aver partecipato alla grande festa. Dopo le critiche di Gheddafi a Israele i capi di stato e di governo avevano deciso di non partecipare. Le nostre Frecce Tricolore dovevano solo partecipare alla festa del trattato di amicizia italo-libico, ma poi si è andati ben oltre.Oggi possiamo dichiararci a tutti gli effetti amici di un dittatore sanguinario che ancora oggi, nonostante si sia ripulito, continua a violare i diritti umani. I migranti che giungono attraverso il deserto, vengono torturati e rinchiusi in gabbie nel Sahara. Va peggio a chi prova ad arrivare in Italia con una carretta del mare. I respinti vengono consegnati ai libici che li incarcerano e li costringono a subire qualsiasi tipo di vessazione, come riportano vari report dell'Onu. Allora dove sono i cattolici che appoggiano il nostro traballante governo? Nonostante la voce della Chiesa, molti continuano a far finta di niente. Tutto è normale. Ma se solo un anno fa tutto il mondo cattolico criticava la Cina comunista, perché oggi rimangono in totale silenzio?
postato da: PaoloRibichini
alle ore 00:05 | link |
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categorie: diritti umani, politica estera, governo, democrazia e democratizzazione, cultura sociale E ora denunciaci tutti 1. Quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo di incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?2. Qual è la ragione che l'ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi? 3. Non trova grave che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità le ragazze che la chiamano "papi"? 4. Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008 e sono decine le "squillo" secondo le indagini, condotte nelle sue residenze. Sapeva fossero prostitute? 5. E' capitato che "voli di stato", senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole? 6. Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiano compromesso gli affari di stato? Può rassicurare il paese che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto? 7. Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta? 8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica? E, se lo esclude, ritiene di poter adempiere alla funzione di presidente del Consiglio? 9. Lei ha parlato di un "progetto eversivo" che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence o polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti? 10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor Presidente, le sue condizioni di salute?
postato da: PaoloRibichini
alle ore 17:47 | link |
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categorie: politica interna, blog e internet, governo, giornalismo e mass media, democrazia e democratizzazione, cultura sociale Videocracy, il video che non vedrete in Tv
postato da: PaoloRibichini
alle ore 10:45 | link |
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categorie: governo, popolazione e società , giornalismo e mass media, democrazia e democratizzazione, cultura sociale Pochi soldi, due lavori. Cavarsela in tempi di crisiRICERCATORI di giorno, camerieri di notte, webmaster la mattina, autisti il pomeriggio. Lavorare, lavorare, lavorare. Si fa presto a dire "Generazione 1000 euro". Per arrivarci, spesso, bisogna fare contemporanemente due attività. Tra i giovani precari (e non solo) i soldi non sono mai abbastanza, soprattutto se non si vive più con i genitori. Mille euro sono un traguardo non facilmente raggiungibile. Allora è necessario arrotondare in qualche modo.
Le storieAdriana F., ricercatrice bergamasca di 28 anni, lavora in un ospedale di Brescia e si occupa di neuroscienze. Una borsa di ricerca, rinnovata anno dopo anno, che le consente di portare a casa poco più di 800 euro al mese che, soprattutto nelle ricche province del nord, non permettono di vivere. Di conseguenza, ha portato il suo curriculum ad una palestra a poche centinaia di metri dalla struttura sanitaria. Così, oggi, di giorno continua il suo lavoro nell'ospedale, "di sera faccio l'istruttrice di spinning". "La cosa che fa più riflettere - dichiara Adriana con un po' di amarezza - è che guadagnerei di più in palestra a tempo pieno che con l'attività per la quale ho studiato. E pensare che dopo la laurea ho anche preso il dottorato di ricerca". Marinella R., psicologa di 26 anni, ex collega e amica di Adriana, ha rinunciato al suo sogno. "Sin da quando ero piccola volevo fare la psicologa e, durante gli studi universitari, capii che la mia strada era quella della ricerca. Al tempo, quando mi proposero una borsa di ricerca a Brescia non ero nella pelle". Però, nei mesi seguenti si rese conto che i soldi erano pochi e che senza l'aiuto dei suoi genitori, sarebbe stato impossibile andare avanti: "Il mondo attorno a me non girava nel verso giusto e, pur se vedevo uscire le mie prime pubblicazioni, non ero affatto appagata". Il problema per la giovane, nata in un paese della Puglia, si è presentato alla scadenza del primo contratto. "Ero rimasta senza stipendio per tre mesi. Anche se avevo messo da parte qualche soldo, decisi di lavorare la sera come cameriera in due ristoranti, quando non dovevo fare il turno di notte. Dormivo 3 ore ogni giorno". Passano alcuni mesi e decide di cambiare tutto: "Più che per uno stipendio minimo, ciò che più mi ha fatto prendere questa decisione è stata quella situazione totalmente precaria. Vedevo i miei colleghi più esperti che a 36 anni di età e con 10 anni di esperienza, guadagnavano poco più di mille euro con contratti annuali. Così decisi di inviare il mio curriculum ad alcune aziende". In pochi giorni è stata chiamata da un'azienda marchigiana come stagista nelle risorse umane. "Mille euro lorde al mese per 8 mesi ma nessuno mi aveva detto che due terzi del rimborso sarebbero arrivati solo alcuni mesi dopo la conclusione dello stage". Così la giovane pugliese ha dovuto arrotondare con un lavoretto che è stato "un vero sollievo". "Per anni mi sono occupata di tradurre articoli scientifici dall'inglese e così mi sono detta: 'perché non farlo diventare un lavoro?'. Ho messo gli annunci nella facoltà dove mi sono laureata e ho iniziato a fare traduzioni per i laureandi". Valentina da Crema, 29 anni di Milano, non ha mai pensato di fare la ricercatrice. Dopo la laurea in materie umanistiche, ha mandato il proprio curriculum a varie aziende. Le hanno offerto solo stage. "Sono stata chiamata dall'Adecco per un tirocinio di 6 mesi come data entry: per i primi tre non sono stata pagata, nell'ultima fase prendevo 300 euro più i buoni pasto", racconta la ragazza meneghina. "Finito lo stage mi hanno mandato via così ho mandato il mio curriculum all'azienda di lavoro temporaneo Metis. Anche qui mi hanno offerto solo uno stage: 250 euro al mese". Dopo poco più di quattro mesi ha ricevuto la chiamata da parte di Kone, azienda per la produzione di scale mobili e ascensori. "L'ennesimo stage di 6 mesi, ma mi devo ritenere fortunata per ricevere 700 euro al mese". I pochissimi soldi ricevuti negli ultimi due anni hanno spinto Valentina a cercare dei secondi lavori. "Ho fatto di tutto: baby sitter, ripetizioni, call center part-time e correttrice di bozze editoriali. Ancora oggi collaboro con una casa editrice. Leggo le bozze e verifico che non ci siano errori grammaticali. Lavoro la notte o durante i finesettimana ma lo faccio volentieri perché sono una bibliofila incallita", spiega. Lo scorso anno riusciva a portare a casa 900-1000 euro l'anno, "ma la crisi sta colpendo il settore e nel primo semestre del 2009 ho guadagnato solo 250 euro". Per questo l'aiuto dei genitori è ancora necessario. L'arte di arrangiarsi diventa anche creativa. Emanuele Geniale, 37 anni, web master romano, insieme ad un suo amico ha deciso qualche mese fa di aprire un servizio di chauffeurs speciale, dedicato a chi beve troppo. Il servizio è semplice ma geniale: l'autista arriva a bordo di un motorino pieghevole, guida l'auto del malcapitato e lo riaccompagna a casa. Riprende il motorino, posizionato nel bagagliaio, e torna alla base. Un'idea "rubata" ai londinesi. Tuttavia, il servizio "Mario ti porta a casa" non riesce a prendere piede: "I giovani romani non sono disposti a pagare 25 euro per il servizio, mentre dalle istituzioni non otteniamo alcun finanziamento. Eppure questo è un servizio sociale: si tratta di prevenzione degli incidenti". Cristopher Nissanka Arachchige, cingalese 43 anni è uno degli autisti di "Mario". "Da alcuni giorni lavoro come autista di pullman turistici", mentre continuerà a lavorare di notte sui motorini ripiegabili: "5-600 euro al mese mi fanno comunque comodo", spiega. I dati Queste le storie di giovani e meno giovani alle prese con il precariato e stipendi bassi. Ma si tratta di un piccolissimo spaccato di una realtà vastissima. Rielaborando i dati Istat per il 2008, risulta che almeno 3,5 milioni di lavoratori italiani hanno un secondo impiego. Considerando che circa 2,5 milioni hanno uno o più lavori part-time (anche autonomi), circa un milione di italiani ha bisogno di lavorare la sera o nei week-end, dopo le otto ore giornaliere di chi è impiegato a tempo pieno. Tuttavia, anche il part-time, in aumento nel 2008, è caratterizzato per i due terzi dal cosiddetto "part-time involontario", ovvero impieghi a tempo parziale, accettati in attesa di lavori a tempo pieno. Secondo l'Eurispes sarebbero addirittura 6 milioni i doppiolavoristi tra i soli dipendenti, concentrati nella ristorazione e negli alberghi, nei servizi domestici e nei lavori della comunicazione. Buona parte di queste attività secondarie è svolta in nero. Secondo l'Eurispes si tratta di un fenomeno in crescita: l'aumento del costo della vita e la difficoltà ad arrivare alla quarta settimana del mese, hanno incentivato questa scelta. Tuttavia c'è anche chi ricerca "momenti lavorativi" che valorizzino competenze, sminuite dal primo lavoro. "Con la crisi il fenomeno potrebbe tendere a crescere ulteriormente", spiega Claudio Treves, responsabile del dipartimento per il mercato del lavoro della Cgil. "I redditi delle persone tendono a calare soprattutto quando si ricorre alla Cassa integrazione o alla mobilità. In particolare al sud la crisi porta all'aumento dell'economia sommersa e irregolare. Tuttavia, la crisi può portare anche ad una contrazione delle opportunità di lavoro. Sono, quindi, tendenze che si contraddicono". Infatti, secondo il bollettino economico "Luglio 2009" della Banca d'Italia, aumenta la disoccupazione, in particolare tra i giovani e diminuiscono le ore lavorate. Per questo, forse, a chi vuole arrotondare con un secondo impiego, nel momento in cui manca il lavoro, non resta che inventarselo. (Repubblica.it - 22 agosto 2009 - Paolo Ribichini)
postato da: PaoloRibichini
alle ore 19:56 | link |
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categorie: economia, crisi, cultura sociale Il ciclione Di Pietro sta distruggendo il Pd Il ciclone "Di Pietro" sta distruggendo il Pd e i dirigenti del partito non sanno che pesci prendere. "La prego, signor Presidente, mi risponda nel merito, invece di offendermi anche Lei gratuitamente". Con queste parole Antonio Di Pietro riaccende la lunga polemica con Giorgio Napolitano attraverso una lunga lettera aperta. In serata, durissima la replica del Pd: "Di Pietro destabilizza le istituzioni".Di Pietro, con questo attacco, in realtà non isolato, al Presidente della Repubblica che decise di firmare la legge sulla sicurezza pur inviando una lettera piena di perplessità al premier, si sta facendo strada nel vuoto del Pd che si appresta al congresso, dove si definirà, una volta per tutte, una linea politica. Vuole raccogliere il massimo dei consensi e destabilizzare il Pd. Il suo sogno è il crollo del Pd per ridisegnare la sinistra intorno all'Italia dei Valori. E' un piano ormai palese. L'attacco a Napolitano è un attacco al Pd che però non si sa difendere, o meglio si difende male, porgendo, senza volerlo, anche l'altra guancia. "Di Pietro non mostra ritegno nel destabilizzare le istituzioni al fine di lucrare vantaggi politici", dichiarano in una nota congiunta i presidenti dei gruppi del Pd di Camera e Senato, Antonello Soro e Anna Finocchiaro. Ma è Di Pietro, pur nella sua volgarità, a destabilizzare le istituzioni? Ancora una volta, come è successo in passato, si trasforma in una guerra tra Pd e Idv. Tra i due litiganti, il terzo gode. Indovinate chi? Perché Di Pietro ha ragione ma solo a metà - Di Pietro, e con lui Travaglio, invoca un potere costituzionale del Presidente che esiste, ma solo sulla carta. Infatti, nel diritto, non esistono solo le norme scritte ma anche le interpretazioni. Negli ultimi 35 anni il Presidente ha perso, per consuetudine, ogni potere politico, rinviando alle Camere solo leggi palesemente incostituzionali. Il principio è ben chiaro: il Parlamento è sovrano e il Capo dello Stato interviene solo di fronte alla possibilità di incostituzionalità della norma o per sua gravità. La legge sulla sicurezza non sembra violare la Costituzione e per questo non c'è motivo per non firmarla. Di Pietro, piuttosto, dovrebbe prendersela con gli italiani che hanno votato e continuano ad appoggiare una maggioranza che sta trasformando un paese civile in un paese razzista. Ma la colpa di chi è? Di Napolitano?
postato da: PaoloRibichini
alle ore 23:32 | link |
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categorie: politica interna, governo, partito democratico The Guardian: "Italia non idonea per G8" "Italia: non idonea a organizzare il summit", è il titolo di un'editoriale del Guardian che, il giorno dopo il duro botta e risposta con il governo italiano, non mette da parte le critiche nei confronti del premier Silvio Berlusconi e dell'Italia, presidente di turno del vertice del G8.Il giornale, ripetendo una recente affermazione del Presidente del Consiglio - "Gli italiani mi vogliono cosi" - conferma quanto dichiarato da Berlusconi: "La sua popolarità dalla richiesta di divorzio di sua moglie, è scesa solo di sei punti e ora è al 49%", scrive il quotidiano inglese, che poi si domanda: "Se l'Italia vuole Berlusconi come premier, il G8 dovrebbe volere l'Italia?". Poi l'editoriale si sofferma sulla situazione economica italiana: "La questione è se l'Italia, dopo una decade di deriva economica, risponde ai requisiti base per sedere a un tavolo internazionale". Quindi l'articolo riporta che "secondo l'indice di libertà economica della Fondazione Heritage, l'Italia è al 76/mo posto, dietro Kirghistan, Mongolia, Madagascar. Mentre, l'indice di Trasparenza Internazionale pone il Paese al 55/mo posto, tra quelli meno corrotti del pianeta. I politici italiani sono considerati meno degni di fiducia di quelli di Pakistan, Bielorussia, Azerbaigian, Senegal e Sierra Leone". Quando gli Otto Grandi si riuniranno all'Aquila - prosegue il giornale - "hanno il diritto di chiedersi se si trovano in un Paese tra i primi al mondo o in uno del terzo mondo". Poi, l'editoriale torna su Berlusconi, definendolo "sintomo" e non "intera causa" della deriva del Paese. "Gli italiani non si scandalizzano per lui - si legge nell'articolo - ma sono spaventati dalle critiche della stampa estera". L'editoriale poi conclude che fin quando gli italiani - "che ammirano segretamente l'agilità dei loro capi politici ad uscire dal più stretto degli angoli" - non rivendicheranno "serie qualità per i loro leader, il paese non è forse la miglior sede per seri vertici globali". Sempre il Guardian riporta la cronaca della giornata di ieri, contrassegnata dalle polemiche tra il giornale londinese e il premier Silvio Berlusconi. Nell'articolo, intitolato "Silvio Berlusconi ribatte alle critiche sul vertice G8", il quotidiano conferma le notizie pubblicate ieri: "Funzionari appartenenti ai membri del G8, che non vogliono essere nominati, hanno detto che, in assenza di iniziative italiane per il summit, Washington ha organizzato videoconferenze tra gli sherpa". E l'articolo ribadisce che "ci sono state anche feroci critiche per il fallimento dell'Italia nel portare a termine le promesse d'oltreoceano". Il giornale poi, riporta le affermazioni del ministro degli Esteri Franco Frattini e "di un portavoce" della Farnesina e ribadisce che le conferenze tra gli sherpa condotte dagli Usa riguardavo il summit dell'Aquila. La conclusione dell'articolo è invece dedicata alle riflessioni di Bruce Jones, studioso del Brookings Institution di Washington, secondo cui, con l'allargamento del vertice, "è inevitabile che gli Usa giochino un ruolo centrale nell'organizzazione dei summit". (Fonte: ANSA) Da italiano mi sento offeso dalle parole del The Guardian, ma come dargli completamente torto?
postato da: PaoloRibichini
alle ore 12:15 | link |
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categorie: politica interna, politica estera, berlusconi Turisti truffati a Roma: Alemanno annuncia, ma non fa
COMPLIMENTI ALEMANNO Le ultime parole famose...
postato da: PaoloRibichini
alle ore 21:06 | link |
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categorie: politica interna, diritti umani, berlusconi Clandestini in galera e ronde, ma siamo sicuri?
La clandestinità diventa reato. Chi giunge in Italia senza permesso di soggiorno e senza diritti d'asilo sarà passibile di denuncia. Il reato? Essere un disperato in cerca di lavoro e di fortuna (per quanta fortuna un immigrato possa avere). Essere clandestini non significa essere automaticamente criminali. Certo, dove c'è clandestinità ed emarginazione c'è anche la criminalità. E la criminalità non è solo l'arabo che strappa la borsetta dalle mani della vecchietta. È ben più ampia. Si tratta, infatti, della cosiddetta tratta dei nuovi schiavi. Gente senza scrupoli che si arricchisce trasportando i migranti attraverso il deserto e sul mare verso l'Italia i migranti. Un fatturato enorme i cui costi ricadono per intero proprio su quei disperati e quelle disperate che attraversano il Sahara e il Mediterraneo su delle carrette. Ma questo il governo non ha interesse a combatterlo. Meglio colpire le vittime che i carnefici. Basta respingerli alle frontiere violando il diritto internazionale che obbliga il nostro paese ad accertare la nazionalità di chi si presenta alle frontiere, persone che potrebbero essere perseguitati nei propri paesi. Ora il Vaticano protesta, dopo aver fatto campagna elettorale per il centro-destra solo un anno fa. Un milione di persone in Italia da clandestino diventerà un possibile latitante che dovrà essere arrestato, riempiendo le già stracolme carceri italiane che il governo si è guardato bene dall'ampliare. Ma questo non importa. Ora c'è la sicurezza. Intanto, però, nemmeno un euro è stato destinato alle forze dell'ordine che già operano in condizioni difficili con autovetture ferme nei garage perché senza benzina. Ma anche a questo il governo ha trovato un rimedio: alla sicurezza ci pensino i cittadini. Nascono così le ronde; un ritorno al passato, quando per le strade d'Italia giravano persone vestite con la camicia nera. Oggi forse le camicie cambiano colore, diventano brune, o vengono sostituite da fratini con il catarifrangente. La sostenza rischia di non essere tanto diversa.
postato da: PaoloRibichini
alle ore 10:35 | link |
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categorie: politica interna, razzismo, berlusconi, governo, cultura sociale |
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